Riforma del Servizio Sanitario Nazionale: più integrazione e nuove prospettive per la fisioterapia
Riforma del Servizio Sanitario Nazionale: più integrazione e nuove prospettive per la fisioterapia
Il governo accelera sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 12 gennaio 2026, un disegno di legge delega che punta a ridisegnare la struttura e l’organizzazione del SSN. L’obiettivo è ambizioso: garantire un sistema più integrato, vicino ai cittadini e capace di coniugare efficienza, qualità e umanità delle cure.
La riforma si muove nel solco dell’articolo 32 della Costituzione, riaffermando il diritto alla salute e la necessità di un modello che superi le frammentazioni tra ospedali e territorio. Un passaggio che apre anche nuove opportunità professionali per i fisioterapisti, chiamati a un ruolo sempre più centrale nei percorsi di cura.
Oltre l’ospedale: un sistema di comunità
Uno dei punti cardine della riforma è il superamento della logica ospedalocentrica. Il nuovo modello rafforza l’integrazione tra ospedale, territorio e domicilio, in linea con quanto previsto dal DM 77/2022.
Per i fisioterapisti, questo significa partecipare attivamente a tutte le fasi del percorso assistenziale: dalla riabilitazione ospedaliera post-acuta fino all’assistenza domiciliare e di comunità. La continuità delle cure, infatti, diventa la chiave per garantire risultati duraturi e una migliore qualità della vita ai pazienti.
Ospedali di terzo livello ed elettivi: cambia la geografia sanitaria
Il disegno di legge prevede una nuova classificazione delle strutture ospedaliere. Oltre agli ospedali di base, di primo e secondo livello, vengono introdotte due tipologie innovative:
gli ospedali di terzo livello, centri d’eccellenza a vocazione nazionale e internazionale, con una forte attenzione alla ricerca e all’alta specializzazione;
gli ospedali elettivi, senza pronto soccorso, dedicati alla cura programmata, alle patologie croniche e alle fasi di lungo decorso riabilitativo.
In entrambe le realtà, la fisioterapia gioca un ruolo strategico. Nei contesti di alta complessità, la figura del fisioterapista si inserisce nei team multidisciplinari, mentre negli ospedali elettivi diventa essenziale per la gestione della cronicità e la promozione dell’autonomia funzionale.
Standard, appropriatezza e buone pratiche
La riforma pone grande attenzione all’appropriatezza delle prestazioni e alla definizione di standard minimi per l’assistenza, sia in ospedale che sul territorio. Un elemento centrale è il riconoscimento delle buone pratiche clinico-assistenziali come riferimento per tutte le professioni sanitarie.
Per i fisioterapisti, l’adozione di protocolli e linee guida basate su evidenze scientifiche rappresenta una garanzia di qualità e un rafforzamento del riconoscimento professionale, contribuendo a una maggiore sicurezza e sostenibilità del sistema.
Territorio e domiciliarità: la fisioterapia in prima linea
L’assistenza territoriale è uno degli ambiti su cui il governo intende investire maggiormente. Il rafforzamento delle reti di comunità mira a garantire una presa in carico personalizzata delle persone fragili e dei pazienti cronici.
In questo contesto, il fisioterapista assume un ruolo chiave: non solo nella riabilitazione e nella prevenzione delle complicanze, ma anche nell’accompagnamento del paziente verso il recupero dell’autonomia e nella promozione dell’assistenza domiciliare.
La continuità terapeutica e la relazione diretta con la persona diventano elementi distintivi di una fisioterapia moderna, sempre più integrata nel tessuto sociale.
L’umanizzazione delle cure al centro della riforma
Un altro pilastro del disegno di legge è la centralità della persona. La salute non viene più intesa solo come assenza di malattia, ma come equilibrio tra benessere fisico, mentale e sociale.
In questo senso, la fisioterapia rappresenta una delle espressioni più concrete dell’umanizzazione delle cure: attraverso il contatto, l’ascolto e il movimento, il fisioterapista costruisce un rapporto di fiducia e di partecipazione attiva con il paziente.
Una riforma che apre nuove prospettive
La riforma del Servizio Sanitario Nazionale segna l’inizio di una fase di profonda trasformazione. I decreti attuativi definiranno nel dettaglio organizzazione, standard e competenze professionali.
Per la fisioterapia si apre così una stagione di crescita: una professione che, sempre più, si conferma parte integrante dei percorsi di cura e protagonista di un sistema più moderno, efficiente e umano.
In questo scenario, la FNOFI e gli Ordini territoriali avranno un ruolo decisivo nel tutelare la professione e nel promuovere il valore del fisioterapista all’interno del nuovo SSN.
