Il Presidente Ferrante in audizione alla Camera: aggiornare i LEA ed il relativo nomenclatore, partendo proprio dai bisogni reali della popolazione

Grazie anche al contributo degli Ordini territoriali, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti ha raccolto dati e osservazioni che fotografano una realtà complessa nell’ambito sanitario del nostro Paese: il diritto alla fisioterapia è formalmente garantito, ma spesso incontra ostacoli lungo tutto il percorso di prevenzione, cura, riabilitazione, palliazione dall’ospedale al territorio fino al domicilio. Tempi di accesso, continuità assistenziale e copertura dei servizi restano criticità diffuse, con differenze ancora marcate tra le diverse aree del Paese.

L’indagine conferma anche un disallineamento tra i bisogni di salute della popolazione – sempre più caratterizzata da cronicità, fragilità, multimorbilità e invecchiamento – e l’attuale organizzazione dell’offerta di fisioterapia, ancora troppo legata a una logica prestazionale e non a una presa in carico continuativa e globale dei bisogni di salute della persona.

Per questo è necessario un cambio di prospettiva: è ormai ineludibile aggiornare i LEA ed il relativo nomenclatore, partendo proprio dai bisogni reali della popolazione; indifferibile è poi riconoscere, mappandola e valorizzandola, l’attività dei fisioterapisti e di tutti i professionisti sanitari, all’interno di nuovi paradigmi;  è indispensabile, per percorsi davvero più efficaci ed efficienti, garantire la presenza strutturale del fisioterapista in tutti i contesti – dalla prevenzione, all’assistenza, alla cura, alla riabilitazione ed alla palliazione  – sia in ambito ospedaliero che, soprattutto, territoriale.

La riforma della sanità territoriale, appunto, rappresenta un’occasione decisiva: la riabilitazione e la fisioterapia nello specifico devono essere parte integrante dei nuovi modelli organizzativi, dalle Case di Comunità all’assistenza domiciliare, per assicurare percorsi efficaci, prossimi e sostenibili.

La fisioterapia non è un elemento accessorio, ma una leva fondamentale per l’equità, la qualità e la sostenibilità del SSN. Investire nella sua piena integrazione significa ripeteremo sempre, rispondere in modo concreto, efficace ma anche efficiente, ai bisogni di salute dei cittadini.

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